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Castagne

Le castagne: quali le migliori?

Autunno, tempo di castagne, una volta cibo povero e diffuso, oggi frutto sempre apprezzato ma meno presente sui mercati. Nel 2018 infatti secondo stime della Coldiretti il raccolto sarà intorrno ai 30 milioni di chili a fronte degli 829 milioni del 1911 ma anche dei 55 milioni del 2008. Sono aumentate le importazioni dall’estero ma la produzione italiana ha ottenuto marchi di qualità europei.

Fra le cause della forte diminuzione i danni provocati alle piante da un insetto importato dalla Cina attraverso materiale vivaistico infetto, il Dryocosmus kuriphilus noto anche come “vespa cinese”. L’animale provoca nella pianta formazione di galle, ossia ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni. La diffusione del parassita ha portato nel giro di due decenni ad una riduzione della produzione del 20%, stima Coldiretti, fino al record negativo degli appena 18 milioni di chili raccolti nel 2013.

L’insetto alieno è stato combattuto efficacemente con una capillare guerra biologica condotta attravreso lo sviluppo e l’accurata diffusione dell’insetto Torymus sinensis, avversario della “vespa cinese”. Ma nel corso del 2017, ad esempio, l’Italia ha importato oltre 21 milioni di chili di castagne (in frenata rispetto ai quasi 38 milioni di chili del 2016), spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori.

L’ etichettatura di origine per i derivati a base di castagne sarebbe, secondo Coldiretti, “un modo per tutelare l’alta qualità della produzione made in Italy che – precisa l’ associazione dei coltivatori italiani – conta ben quindici prodotti a denominazione di origine legati al castagno che hanno ottenuto il riconoscimento europeo”.

Cinque si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp, il Marrone di Roccadaspide Igp e il Marrone di Serino/Castagna di Serino IGP; in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, ed i Marroni di Combai Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop. A questi si aggiungono due mieli di castagno: il Miele della Lunigiana Dop della Toscana e il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP del Veneto.

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